🎁 Stai Facendo ai Tuoi Clienti Quello che Sky Ha Fatto ai Suoi per Dodici Anni?
Regali solo ai clienti nuovi e nemmeno un grazie a chi resta: Sky ci ha messo dodici anni a rimediare. Oggi vediamo quanto lo stesso errore sta costando a te.
Io con Sky ci stavo da prima che si chiamasse Sky: ero abbonato quando le piattaforme si chiamavano Tele+ e Stream, fuse in Sky Italia nel 2003. Ogni mese l’addebito partiva puntuale. E ogni anno, in TV, alla radio e su Internet la stessa scena: “Solo per i nuovi clienti: il primo anno a metà prezzo”. Il regalo passava davanti a me, cliente da più di dieci anni, e finiva in casa di uno arrivato ieri.
Se con Sky non ci sei mai stato, pensa al tuo operatore telefonico: “offerta riservata ai nuovi clienti” l’hai letta anche tu mentre pagavi il prezzo pieno.
Ti montava il sangue alla testa, vero? A me sì. E il malumore era tale che, quando nel novembre 2015 Sky ha lanciato il programma fedeltà strutturato Sky Extra, io quella mossa l’ho letta così: il tentativo di placare i vecchi clienti stanchi dei regali ai nuovi. Il programma premia l’anzianità, con fasce che crescono con gli anni: +1, +3, +6 e +10. Questa è la prima metà del rimedio: premiare chi resta. Poi la seconda metà, quella che ci interessa: oggi, tra le iniziative che Sky Extra attiva periodicamente, c’è anche il “presenta un amico”, con vantaggi per chi segnala e chi arriva. Perché chi si sente apprezzato è anche quello che ti manda clienti.
Fai il conto: Sky nasce nel 2003, Sky Extra arriva nel 2015. Dodici anni per arrivare a un programma stabile che premia chi resta.
E ora la domanda che non ti piacerà: la persona che ti manda clienti da dieci anni, da te che trattamento riceve?
Sky ci ha messo dodici anni ad arrivarci. Ora vediamo a che punto sei tu.
Ogni settimana su Marketing Automation Facile esce un articolo come questo: un punto dove la tua azienda perde fatturato senza saperlo, e come sbloccarlo.
Se vuoi ricevere gli articoli automaticamente ogni settimana e non sei ancora iscritto, rimedia subito cliccando sul bottone qui sotto.
Prima però devo saldare un debito con te. Nell’articolo uscito martedì scorso ti ho detto che l’AI rende in proporzione ai dati su cui lavora, e ti ho promesso di portarti dentro quella base dati: la Memoria Commerciale, cioè l’AI che legge nel database del tuo CRM, dove ci sono le richieste e le conversazioni coi clienti, collegato al gestionale con gli acquisti.
Oggi la promessa la mantengo tutta e ti mostro: cos’è la Memoria Commerciale, come si costruisce e da quale pezzo conviene partire. E il pezzo che vale più soldi di tutti è uno solo: sapere chi ti manda clienti.
Quando il Passaparola Si Ferma, Non Se ne Accorge Nessuno. Nemmeno Tu.
La colpa non è del tuo carattere, e tra poco vedrai di chi è.
Da dove arrivano i tuoi clienti nuovi? La risposta che sento da 25 anni è quasi sempre la stessa: “un po’ di passaparola, un po’ di pubblicità sui social e qualche fiera”. Adesso la seconda domanda, quella che quando la faccio in azienda fa calare il gelo: il passaparola ha nomi e cognomi. Chi? Chi ti ha mandato clienti quest’anno, quanti e per quanto fatturato? E chi, tra quelli che te ne mandavano, ha smesso?
Silenzio. Che non puoi riempire, perché quel registro non esiste. Il tuo gestionale sa cosa hai fatturato, a chi e quando. La riga “mandato da” non ce l’ha. Così il passaparola resta quello che è sempre stato nelle aziende italiane: un fiume che tutti conoscono e di cui nessuno ha mai misurato la portata. E per un flusso che nessuno misura vale una legge crudele: quando si ferma, non se ne accorge nessuno.
Non è ingratitudine, la tua. È che nessuno te lo segna da nessuna parte. Però per chi ti manda clienti il risultato è identico: il dimenticatoio.
Il Cliente che Non Paghi con Soldi Tuoi Firma il Doppio di Quello che Paghi Profumatamente a Google e Meta
Mettiamo i nomi giusti alle due figure. Quella che gli americani chiamano referral è, in italiano, una segnalazione: il segnalatore è chi ti manda un cliente, il segnalato è il cliente che arriva.
Il cliente che arriva da una campagna non ti conosceva fino a un momento prima del click: la fiducia devi costruirla da zero, e ogni mattone lo paghi tu. Il segnalato arriva col lavoro già fatto: un amico, o il suo commercialista, gli ha parlato bene di te. La fiducia gliel’ha prestata qualcuno di cui si fida. Però non chiamarlo cliente gratis: il suo costo vero è il premio a chi te l’ha presentato. Solo che Google e Meta li paghi prima, di tasca tua, a scatola chiusa. Il segnalatore lo premi quando il cliente ha firmato e pagato, con una parte di quell’incasso: soldi che senza di lui non esistevano.
Te lo dico coi miei numeri, non con uno studio (e, se mi segui da un po’, sai benissimo che io i numeri me li segno sempre tutti): in 25 anni passati al fianco delle PMI italiane ho visto sempre la stessa scena. I clienti arrivati per segnalazione la firma sull’ordine la mettono con una percentuale doppia, spesso tripla, rispetto a quelli arrivati dalle campagne. Se i tuoi numeri sono diversi, vai a guardarli. E se non li puoi guardare, hai appena scoperto di cosa parla questo articolo.
Gli studi seri, quelli con nomi e date, misurano un’altra cosa: quanto vale il segnalato dopo la firma. Uno dei più citati è uscito sul Journal of Marketing nel gennaio 2011 (Schmitt, Skiera e Van den Bulte, “Referral Programs and Customer Value”): circa 10.000 clienti di una grande banca tedesca, seguiti per quasi tre anni. Risultato: il cliente segnalato vale in media almeno il 16% in più di uno non segnalato con caratteristiche simili, e ha un rischio di abbandono più basso di circa il 18%. Ovviamente una banca tedesca non è la tua azienda, e una replica del 2019 nelle telecomunicazioni (Wolters e Gedenk, Journal of Marketing Behavior) non ha ritrovato il valore extra. Su una cosa però i due studi concordano: il segnalato resta di più.
Poi il terzo studio, quello che regge l’intero articolo. Nel 2018, sul Journal of Marketing Research, la stessa squadra (Van den Bulte, Bayer, Skiera e Schmitt) è tornata su una parte degli stessi clienti e ha mostrato che non tutti i segnalatori sono uguali: quelli con più esperienza portavano segnalati con margini iniziali più alti. Il che rende obbligatoria una sola cosa: sapere chi sono i tuoi. Ed è quello che oggi non sai!
Il Giorno in cui Sei Diventato Sky (e Non Te ne Sei Accorto)
Il segnalato, che fino a quando il tuo cliente gli ha parlato di te non sapeva nemmeno come ti chiami, riceve il trattamento da cliente nuovo: lo sconto di benvenuto e l’attenzione del titolare. E chi te l’ha mandato? Niente. Nemmeno una telefonata. Spesso non sa neanche che l’amico ha firmato.
Rileggi l’apertura: sei diventato Sky. Il regalo a chi è arrivato ieri, il silenzio a chi ti manda clienti da anni.
Il tuo caso però è peggiore. Cosa ci rimetteva, l’abbonato di Sky? Soldi, e basta: il servizio era lo stesso per tutti, e comunque di alto livello. Le stesse partite, gli stessi film. Cambiava solo il prezzo: pieno per lui, metà per il cliente nuovo. Il tuo segnalatore invece ci mette la faccia. Se la fornitura va storta, la figuraccia con l’amico è la sua. Si prende un rischio personale per farti fatturare. E prima o poi il segnalato e il segnalatore si parlano: “Mi hanno fatto il 10% perché ero nuovo”. “A me, che vi ho presentati, nemmeno un grazie”. Da quel giorno il flusso si spegne. In silenzio, come tutte le cose che nessuno conta.
A questo punto ti verrebbe da copiare la mossa di Sky domattina: un vantaggio a chi presenta, un vantaggio a chi arriva. Però fermati. Sky quella mossa la può fare perché il registro ce l’ha per natura: ogni abbonato è un’anagrafica con nome, contratto e storia, e per dare il vantaggio a tutti e due il sistema deve sapere chi ha presentato chi. Tu quel registro non ce l’hai. Ed è per questo che prima del premio viene la memoria.
L’Unica Informazione che Ti Porta Clienti Non Te la Vende Nessuno
Ora il quadro che ti avevo promesso. La Memoria Commerciale è la storia scritta di ogni cliente dentro il CRM, collegato al gestionale: cosa ha comprato e quando, cosa vi siete detti, le condizioni concordate, i reclami aperti e chi è sparito da mesi. Su questa base l’AI lavora e rende. Senza, gira a vuoto.
E dentro questa memoria c’è una riga che quasi tutti dimenticano, la riga di oggi: chi ha portato chi.
Avere l’intelligenza artificiale senza la Memoria Commerciale è come avere un cervello brillante senza ricordi: ragiona, parla e risolve problemi. Però non riconosce nessuno di quelli che entrano dalla porta.
Il cervello più potente del mondo lo puoi comprare, e lo stanno comprando tutti: ChatGPT, Claude, Gemini e gli altri. I ricordi però non li vende nessuno: i ricordi glieli devi dare tu.
E qui arriva la cosa controcorrente. Tutti ti insegnano a chiedere le segnalazioni: il momento giusto, la frase giusta e il premio giusto. Nessuno ti dice quello che viene prima: senza il registro, non sai nemmeno a chi chiederle. Non sai chi ti ha mandato tre clienti e meriterebbe un grazie, non sai chi si è fermato e andrebbe richiamato, e non sai quale professionista vale da solo più di una campagna. Prima il registro, poi le tattiche.
Nell’articolo sulle cinque automazioni ti avevo mostrato che l’occasione del passaparola la crei tu. Oggi arriva il pezzo che mancava: quello che l’occasione genera, la memoria lo registra. E un favore scritto si può ricambiare: sai chi ringraziare e quanto vale.
Le Tre Domande da Trenta Secondi a cui Oggi Non Sai Rispondere
Costruire il registro non è magia e non si fa con un bottone: è un lavoro di configurazione in quattro mosse.
Prima mossa: il campo obbligatorio all’origine. Ogni contatto nuovo che entra nel CRM nasce rispondendo a una domanda: come ci hai conosciuto? Non col menu generico dove “passaparola” è una voce anonima: se è una segnalazione, il campo vuole nome e cognome. Obbligatorio vuol dire che senza risposta la scheda non si salva. Sembra una durezza, è la differenza tra un registro e un colabrodo.
Seconda mossa: il collegamento tra le persone. Il nome del segnalatore non resta una scritta: la sua scheda si collega a quella del segnalato. Così tra un anno apri la scheda di un segnalatore e vedi i clienti che ti ha portato e il fatturato che hanno generato. Non un ricordo: un numero.
Terza mossa: l’anagrafica dei segnalatori che non sono clienti. L’architetto, il geometra, il commercialista e l’assicuratore: gente che non ti ha mai comprato niente, e quindi tra i tuoi clienti non esiste. Nel CRM invece deve avere la sua scheda, con l’etichetta giusta: segnalatore. Occhio: quei dati li raccogli da terzi, e informativa e conservazione le sistemi con chi ti segue sulla privacy. Nella mia esperienza, in tanti settori questi nomi pesano quanto i clienti, e in alcuni di più.
Quarta mossa: il censimento a ritroso. Le prime tre mosse ti coprono da domani. Per i clienti che hai già, il registro vive in un posto solo: la memoria tua e dei tuoi commerciali. Serve un pomeriggio, la lista dei clienti attivi e una domanda per ciascuno: questo chi ce l’ha mandato? Fallo finché ve lo ricordate: ogni mese che passa, qualche nome si perde per sempre.
Fatte le quattro mosse, succede la cosa per cui hai letto fin qui. Puoi fare all’AI che legge nel database del tuo CRM (a sua volta collegato al gestionale) le tre domande che oggi restano senza risposta:
Chi mi ha mandato più clienti negli ultimi due anni?
Chi tra i miei segnalatori si è fermato, e da quando?
Quanto fatturato è arrivato per segnalazione quest’anno?
Tre risposte in trenta secondi. Oggi: silenzio.
Il Fatturato Più Vicino che Hai È in Fondo a una Telefonata
Il registro non è collezionismo: serve a due mosse, una che semina e una che fa cassa.
La prima: ringraziare chi è attivo, in proporzione a quanto vale. Il registro ti dice quanto fatturato ti ha portato ogni segnalatore, quindi ti dà una base per decidere quanto spendere per premiarlo: la telefonata del titolare (tua, non del commerciale), l’invito a cena e l’omaggio pensato. I numeri tornano prima di essere gentili.
La seconda: riattivare chi si è spento. Ed è qui che si fa cassa: il segnalatore che si è fermato raramente ce l’ha con te: quasi sempre è successo qualcosa che nessuno gli ha chiarito, o il rapporto si è raffreddato. La telefonata è semplice: “Stavo ripensando a tutti i clienti che mi hai presentato in questi anni, e mi sono accorto che non ti ho mai ringraziato come meriti. E che è pure un po’ che non ci sentiamo: ti va un caffè? Così ti racconto anche cosa ho pensato per ringraziarti”. I conti restano nel registro: al telefono arriva il grazie. È il fatturato più vicino che hai.
E i premi? Parliamone da adulti, commercialista compreso. Premiare un segnalatore si può fare in tanti modi: l’omaggio, il buono, lo sconto o la provvigione vera e propria. Non sono uguali davanti al fisco, e cambia tutto in base a chi è il segnalatore: un privato, un tuo cliente o un professionista che segnala per lavoro. A volte è un omaggio, a volte un compenso da inquadrare. Non ti do soglie e aliquote, e diffida di chi lo fa: prima di muovere un euro, il disegno del tuo programma di segnalazioni passa dal tuo commercialista. Una telefonata, e un grazie non deve trasformarsi mai in un problema. E se il programma è strutturato o premia iscritti a un ordine, fallo vedere anche a un legale. Il principio te lo firmo: se il lavoro è fatto bene, chi ti segnala ci fa bella figura con l’amico. Il premio è la benzina, il lavoro ben fatto è il motore.
Il Commercialista da € 225.000 Fermo da Quattordici Mesi
Ti racconto di un’azienda di arredo su misura in Brianza. Come sempre: nomi di fantasia per riservatezza, dinamiche e cifre costruite sulle medie del settore e sulla mia esperienza diretta. La commessa media vale € 25.000.
Sul tavolo del titolare c’è il preventivo delle campagne. Prima di firmarlo vuole una risposta: i clienti, da dove arrivano? Un pomeriggio si mette lì coi due commerciali e la lista delle commesse degli ultimi tre anni: 240. A ogni riga, la domanda della quarta mossa: “Questa chi ce l’ha mandata?” 132 commesse hanno un nome accanto, ognuna il suo. Più della metà del lavoro non l’avevano portato le campagne: l’avevano portato quei nomi, e nessuno l’aveva mai scritto. E questa è un’azienda che le campagne le fa bene: altrove la quota sale.
Poi il colpo, dal nome più insospettabile. Il commercialista, da solo, ne aveva portate nove: € 225.000. E l’ultima risaliva a quattordici mesi prima. Nessuno se n’era accorto, perché nessuno contava.
Il titolare lo chiama. La storia è la più banale del mondo: sull’ultima commessa segnalata c’era stato un ritardo di consegna. Il cliente non aveva protestato con l’azienda: si era sfogato col suo commercialista, cioè con quello che gliel’aveva consigliata. E il commercialista, senza dire niente a nessuno, aveva semplicemente smesso di esporsi. Quattordici mesi di silenzio che nessuno aveva visto, perché non c’era niente da cui vederli.
La telefonata sistema quello che si può sistemare: le scuse per il ritardo e una promessa, non una cortesia: da oggi ogni cliente che mandi ha un riferimento diretto, e se qualcosa va storto lo sai da noi prima che dal cliente. Nei sei mesi successivi, dal commercialista arrivano due commesse nuove: € 50.000. Quante ne siano andate altrove nei quattordici mesi di silenzio non lo saprà mai nessuno. Ed è la cifra che brucia di più, perché non si può scrivere.
Io il conto lo fermo ai € 50.000: le commesse perse in quei mesi non le stimo, i moltiplicatori qui dentro non entrano.
📞 Chi Ti Ha Mandato Clienti Quest’Anno?
Se sai rispondere con nomi e cifre, sei tra i pochissimi: continua e premia in proporzione. Se invece la risposta è “un po’ di passaparola”, l’inizio è gratuito, questionario e prima consulenza compresi. Il questionario su snyffo.com ti prende dieci minuti: ti chiediamo come gestisci i clienti, come ne raccogli i dati e da dove ti arrivano quelli nuovi. La prima scrematura la fa la nostra AI: applica regole e fa conti, e nella nostra esperienza lì sbaglia meno di una persona. Se le risposte dicono che possiamo esserti utili, ti ricontatta un nostro consulente: la parte dove serve ragionare la fa un umano. In consulenza guardiamo tre cose: quanto passaparola generi senza contarlo, come configurare il CRM perché ogni cliente nuovo entri col suo “mandato da”, e da quali segnalatori ripartire questo mese.
Sui tempi, detta come sta: in genere riusciamo a gestire due lavori come questo al mese, perché richiedono tempo e cura: li seguo io personalmente, insieme ai consulenti senior del mio team, e nel frattempo c’è un’azienda da mandare avanti. Quando i posti del mese finiscono, ci fermiamo lì.
Sky ci ha messo dodici anni. Il tuo censimento richiede un pomeriggio. La differenza è tutta qui.
Condividi questo articolo con l’imprenditore a cui tu mandi clienti da anni. Non per gentilezza: per vedere se, dopo averlo letto, ti chiama per ringraziarti. Se lo fa, sai che li mandi alla persona giusta. Se non lo fa, adesso sai anche questo.
PS: Ricordi il commercialista? Nove commesse, € 225.000 e quattordici mesi di silenzio che nessuno aveva visto. Nella tua azienda un nome così, quasi sicuramente, c’è. Oggi però non sai quale sia, e non puoi accorgerti se si è fermato. Il questionario su snyffo.com è il primo passo per dargli un nome.
⚖️ Disclaimer Legale
Le informazioni contenute in questo articolo sono fornite a scopo puramente informativo e non costituiscono in alcun modo consulenza professionale, garanzia di risultati specifici o promessa di rendimenti economici.
I nomi di eventuali clienti e i casi citati sono esempi, reali o di fantasia, a scopo illustrativo. I risultati possono variare in base al settore di attività, alla situazione di partenza, al livello di implementazione, alla costanza nell’applicazione e alla specificità del mercato.
Ogni imprenditore o professionista è tenuto a verificare l’applicabilità nel proprio contesto, valutare la conformità alle normative del settore, consultare professionisti qualificati per l’implementazione, adattare le strategie alla propria realtà specifica e monitorare costantemente i risultati. L’adozione di qualsiasi sistema di automazione deve sempre rispettare le normative vigenti, incluse quelle sulla privacy e la protezione dei dati personali.
Nota sull’uso dell’intelligenza artificiale
Questo contenuto è stato sviluppato con l’assistenza di strumenti di intelligenza artificiale per la ricerca, l’organizzazione, la revisione e la creazione delle immagini. Tutti i dati, le analisi e le raccomandazioni sono stati verificati e validati dall’autore sulla base della propria esperienza professionale diretta.
L’autore e Snyffo declinano ogni responsabilità per decisioni prese sulla base delle informazioni contenute in questo articolo.









