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☝️ Anche Tu Condanni Il Giornalista Che Usa l'AI?

Quando la Demonizzazione della Tecnologia Supera il Buon Senso (E Ti Fa Perdere Opportunità)

🎯 Il Caso del Giornalista “Colpevole”

Anche tu stai leggendo articoli di condanna dell’intelligenza artificiale in questi giorni?

Da quando un giornalista ha lasciato per errore una frase dell’AI alla fine del suo articolo - quella dove l’intelligenza artificiale gli chiedeva se volesse modificare il testo, dargli un taglio diverso, risistemarlo per altre pubblicazioni - è partita la caccia alle streghe.

Gridiamo allo scandalo. Tantissimi personaggi, autorevoli o meno (soprattutto meno...) si sono espressi contro l’intelligenza artificiale, demonizzando questa categoria dell’informazione che “oramai è alla deriva della tecnologia e chiede tutto all’AI”.

E tutti ripetono: “Occhio, perché i giornalisti si stanno rivolgendo a una tecnologia che spesso sbaglia, che spesso pur di rispondere mente!”

🔍 E Se Invece Fosse Bravo a Usarla?

Vogliamo provare a pensare diversamente per un momento?

Vogliamo considerare che quel giornalista fa un uso CONSAPEVOLE dell’intelligenza artificiale?

Magari fa ricerche che gli richiederebbero il sestuplo del tempo, quindi ci mette una frazione del tempo a fare una ricerca iper-ultra-stra approfondita. E siccome sa come chiedere all’AI di fare la ricerca, l’intelligenza artificiale gli cita le fonti, che lui poi va a verificare una per una.

In realtà può fare un lavoro migliore perché ha una base dati a disposizione molto più ampia.

Se l’avesse dovuto fare “a manina”, andando su Google o su qualsiasi altro motore di ricerca, o cercando nei social, quanto tempo ci avrebbe messo? Avrebbe trovato gli stessi dati oppure no? Li avrebbe comunque dovuti verificare oppure no?

Quindi: è meglio un giornalista che ha una base dati molto più ampia e più possibilità di prendere una decisione cosciente e farsi un’opinione? Oppure è meglio fargli avere molti meno dati, però “artigianali” perché se li deve per forza cercare a mano?

Magari questo giornalista chiede all’AI anche di verificare tutti i refusi, tutti gli errori di battitura e di formattazione (che ogni tanto si trovano), quindi produce un articolo più scorrevole anche nella lettura.

⚖️ È Davvero da Condannare?

Buttiamo al fiume tutto il lavoro che ha fatto solo perché ha lasciato questo refuso dell’AI?

Oppure l’AI è una tecnologia NORMALE come lo sono Internet o le email? Uno strumento di lavoro come il computer, il cellulare, il GPS o Google?

Sono partiti da qui, da questo singolo errore, per condannare l’uso dell’AI a 360 gradi. Anche a scuola.

🎓 L’AI a Scuola: Opportunità o Minaccia?

Ma la caccia alle streghe non si ferma al giornalismo, straborda anche nel mondo dell’educazione. Portare l’AI nelle scuole? ‘No! Assolutamente no!’ Perfetto. Continuiamo così.

Facciamo che i professori ne sanno meno dei ragazzi, e quindi i ragazzi la usano soltanto per cercare di passare meglio le prove a scuola, copiando di nascosto.

Oppure vogliamo formare i professori in maniera tale che sappiano spiegare ai ragazzi come utilizzare l’AI per migliorare il loro studio? Anche per fare ricerche aggiuntive, ma con la testa, analizzando e verificando i risultati.

🌍 Il Mondo Si Sta Dividendo in Due

Che tu voglia o no, il mondo si sta dividendo in due parti:

  • Chi l’AI la sa utilizzare

  • Chi no

Chi non la sa utilizzare, se fa un lavoro mediocre, verrà rimpiazzato dall’AI stessa.

Chi invece accetta e utilizza l’AI per migliorare in maniera importante il proprio lavoro - per essere più produttivo, più preciso - in realtà vincerà sempre contro chi ha lo stesso cervello, la stessa preparazione, ma l’AI non la sa usare.

📚 Il Déjà-Vu degli Anni ‘90

Io c’ero. Come quando negli anni ‘90 è arrivata Internet e tutti dicevano: “Oddio, oddio, il demonio!”

Ancora oggi tutti dicono “si stava meglio quando si stava peggio”. Però, di fatto, è una tecnologia diffusa. E, di fatto, chi la sa utilizzare per fare marketing, per motivi lavorativi, per ricerca, è avvantaggiato rispetto agli altri.

L’AI è la stessa identica cosa.

💡 Imparare o Criticare?

Sarà meglio cercare di approfondire l’argomento e imparare a utilizzarla nel migliore dei modi?

Oppure continuare con la mentalità ‘oddio, è la novità, anche se non la capisco la critico’?

Quale sarà l’atteggiamento più costruttivo?

⚡ Cosa Facciamo con Questo Giornalista?

Salviamo il lavoro suo o buttiamo al fiume tutto ciò che ha fatto solo per il fatto che ha lasciato questa frase?

È ovvio che è un errore un po’ grossolano. È ovvio che dia adito a farci le battute sopra. Siamo tutti d’accordo, questa se la poteva risparmiare.

Però ci sta che gli passiamo un errore ogni tanto, come prima c’erano diversi errori di battitura che ogni tanto si trovavano negli articoli.

Oppure pensiamo che questa persona il suo lavoro lo sa fare? Che analizza ciò che gli dice l’AI? Che è bravo a utilizzarla? Che le sa fare le domande giuste per farsi dare le risposte giuste, che poi vaglia una per una?

Ha più dati per farsi la sua idea, fare meglio il suo lavoro, farsi correggere i refusi. Quella frase finale? Un errore, certo, ma ci sta.

🎬 Guarda il Video Completo

Ho approfondito questo tema nel video in testa a questo articolo dove spiego perché la demonizzazione dell’AI è controproducente.

💬 Tu Come La Pensi?

Lo vogliamo demonizzare questo giornalista e l’AI?

Oppure sarà meglio cercare di capirne di più, mettersi purtroppo (o per fortuna) al passo con i tempi - che grazie all’AI hanno avuto un’accelerata importante - invece di rimanere a criticare?

Fammelo sapere nei commenti.

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Disclaimer: Le opinioni espresse sono basate sull’osservazione del dibattito pubblico italiano sull’AI. Ogni professionista deve valutare autonomamente come integrare queste tecnologie nel proprio flusso di lavoro, sempre nel rispetto delle normative professionali e deontologiche del proprio settore.

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Assolutamente, procediamo.